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 UFOSTORIE...

 UMMO: QUALE
CONCLUSIONE?di Roberto Pinotti 
parti precedenti:
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NEL MISTERO
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da "UFO Notiziario"
Nuova Serie - N. 4 del Settembre 1999
 Come abbiamo visto, la prima lettera
"ummita" redatta in italiano fu inoltrata nel 1969 al
direttore della rivista CLYPEUS di Torino, che ne dette
notizia all'inizio del 1971 (sul suo n. 33) e successivamente
ancora nel 1972. Chi scrive tiene a precisare che, senza
che l'interessato sapesse che la nostra rivista si stava per
occupare dell'argomento, una persona di Roma lo ha casualmente
informato di avere anch'egli ricevuto a suo tempo dei
"comunicati ummiti". Costui non ha esitato a fornire tale
materiale in originale, in tutto due lettere: la prima e la
terza delle tre ricevute, essendo la seconda andata smarrita
nel corso degli anni. La prima missiva, datata "24 febbraio
1973 E.C." (verosimilmente, 'Era Cristiana'), riporta I il
timbro postale di Roma. E si tratta, anche se ci si rivolge al
destinatario per nome e dunque in termini personalizzati,
praticamente dello stesso testo pervenuto a CLYPEUS. L'unica
differenza sono appunto alcune piccole frasi che non compaiono
nell'altro testo, quali:
 "Tu lo sai." "La nostra azione però
iniziò tra il 1954 e il 1976, con amore." "Siamo talmente
uguali a voi che neanche le tue ragazze di negozio ci
sospettarono quando venimmo, da Te invitati, a mangiare
cioccolato."
 e infine:
 "Perché non venisti a Veio quando Te lo
dicemmo? Lì potevi vedere Tu stesso... era preparato un grande
privilegio per Te".
 Tali differenze si giustificano con il
fatto che, in precedenza, il destinatario avrebbe ricevuto una
visita e una telefonata degli "Ummiti". A questo punto occorre
precisare che il protagonista della storia è il Rag. Eufemio
Del Buono,
ammiratore di George Adamski, filo-contattista e ben noto per
la sua azione divulgativa di questa tematica ufologica in
Italia. Titolare di un esercizio a Monte Mario da cui si gode
un panorama unico di Roma, la gelateria "Lo Zodiaco" (già "Il
Pianeta del Gelato"), Del Buono (autore del volume "Noi e gli
Extraterrestri", edito dalle Edizioni Mediterranee) non ha mai
dato pubblicità all'accaduto, che gli abbiamo chiesto di
ricostruire a distanza di tanti anni. Premesso che chiunque
avrebbe potuto copiare il testo della lettera a CLYPEUS reso
noto 2 anni prima e farglielo avere, il riferimento ad una
visita di due strani uomini corrisponde in effetti ad un fatto
ben preciso. E così pure l'invito telefonico rivolto da una
voce metallica ad andare una certa sera nella zona della
necropoli etrusca di Veio è un dato vissuto da Del Buono, che
disertò l'incontro. E oggi è perplesso. Alla prima missiva
ne avrebbe fatta seguito una seconda, contenente una serie di
"strane formule" di cui il destinatario cercò di venire a capo
prestando la lettera a chi si offrì, fra i suoi conoscenti, di
fornirne una possibile spiegazione. "La lettera si perse, e
non saprei neanche io chi indicare come responsabile. Avrei
dovuto farne una fotocopia", dice oggi Del Buono. Poi, nel
1976, arrivò una terza lettera,
datata "5 marzo 1976 E.C.". La più criptica. In essa il
destinatario è chiamato "Fratello Coondaar", o anche "Fratello
Panorama" (con riferimento a quello che si abbraccia su Roma
dal suo locale), e i firmatari ("Gli Amici", che siglano la
missiva con il sigillo ummita e fanno riferimento nell'ultima
riga ai dati contenuti nella precedente lettera andata
perduta) esprimono dei concetti alla base dell'enunciazione di
una specie di formula spazio-temporale illustrata in parte in
un italiano non scevro da spagnolismi e da errori, e in parte
in un inglese anch'esso tutt'altro che corretto (tali
inesattezze linguistico-lessicali sono una costante di tutte
le comunicazioni ummite).
 Gli Ummiti spiegano infatti al loro
interlocutore che: "(spesso) noi non siamo del mondo di cui tu
fai parte. Noi siamo in un differente tipo di luogo". Anzi,
più precisamente: "noi siamo in uno dei molti altri fluidi
(flussi?) di tempo". Un concetto che: "se così può sembrare
più facile da capire", essi esprimono con l'espressione
matematica "Cg Og // B 14", la cui "opposta polarità"
corrisponderebbe alla loro condizione dell'esistenza. Essi
spiegano il concetto precisando che è come dire che "ci sarà
un evento nell'al di là passato che è già accaduto nel futuro"
e che "si incontrerà venendo dall'altra via", mentre - essi
osservano - "noi tutto questo lo conosciamo sin da ora".
Volendo schiudere al destinatario di questa loro lettera tale
"meraviglioso e affascinante evento parte caratteristica del
tuo tempo di esistenza geneticamente voluta", gli Ummiti
meglio chiariscono il senso della espressione di cui sopra,
precisando il valore da attribuire ai vari suoi simboli
matematici. Cosi "C" indica la direzione in senso contrario di
un flusso temporale, "g" il tempo in movimento, "Og" (o "zero
g") il valore nullo del tempo in cui questo non scorre, "//"
lo "svolgimento del fattore atemporale" e "B", invece,
"l'altro termine di un tempo conosciuto che nel tuo caso è uno
di 14 possibili alternative". Esso corrisponde per
l'interlocutore ad "un momento di grande risveglio" ed è dato
dal simbolo "B", appunto. Dei concetti fisici del tutto "sui
generis". La lettera, inoltre, esprime la necessità della
"massima apertura con i fratelli" della Terra e del Cosmo, e
concetti di amore universale al di là della lingua e dei
refusi ("amore!", "mucho amor"). Si parla anche di "diffusione
intelligente di quanto chiarito" e di "intensificare la
visita", cioè i rapporti, con referenti locali. Quindi un
accenno al fatto che "ci sono ora in movimento alcuni
particolari campi magnetici la cui formazione fu inizialmente
causata dalla (non meglio identificabile) grande apertura"
verificatasi "quando il vecchio mondo fu una volta ancora
rovesciato" e infine il riferimento ad altri tre nomi oltre
"Coondaar": Seti, Rohl e Ciq-wo, per la cronaca. E
tant'è.
 Del Buono si stringe nelle spalle. A suo
tempo egli non dette seguito alla cosa. "E forse - si chiede
oggi - fu un errore". Chissà... Sia come sia, nel febbraio
1990 gli Ummiti si rifanno vivi in Italia. Stavolta il
destinatario è un appassionato di Milano, Angelo Crosignani,
cui perverrà, in lingua italiana, lo stesso testo ricevuto in
spagnolo all'ufologo Ignacio Darnaude Rojas-Marcos di
Siviglia, il 14 febbraio 1990. Si tratta, stavolta, di una
comunicazione avente diretta attinenza con la situazione
geopolitica del momento. Vi si menzionano Andrei Sakharov
("Sajarov"), Mikhail Gorbaciov ("Mijail Gorvachov") e George
Bush, e sigle ben note nel linguaggio degli "addetti ai
lavori" nel campo della Difesa (ICBM, SLBM, ABM, RBM) in
riferimento ai missili intercontinentali e al "Sistema di
Difesa Strategica" (SDI) più popolarmente noto come "Scudo
Stellare" o "Guerre Stellari". Non solo. Si tratta di
"liberazione di tutti i Paesi dell'Est", e della "ondata" di
avvistamenti in Unione Sovietica, con specifico riferimento al
caso di "Voronez" (Voronezh). A dispetto della visione
comunistoide (ma spiritualista) della realtà propria degli
Ummiti. Ma vediamo nei dettagli il testo italiano che, secondo
quanto indicato nella intestazione, dovrebbe essere la copia
n. 106 di tale corrispondenza, inoltrata da Londra non solo in
lingua italiana:

UMMOAELEUEE Copy: Number 106 (London)
- Italian
 Amati uomini e donne della
Terra (OOYAAGA)
 Noi siamo di UMMO: il 23
marzo 1950 abbiamo preso contatto con TERRA in
prossimità di La Javie nel Sud del paese Francia.
Le versioni che ci hanno consegnato in data
anteriore sono deliberatamente falsificate. Mai
abbiamo affermato queste date. Confermare nel
Documento-denuncia della Sindone. Vi esortiamo
come sempre, seguiate fedeli il vostro credo, la
vostra dottrina politica, e la vostra
Nazionalità. Questi rapporti sono
esclusivamente per informarvi sul nostro astro
solidificato e la sua rete biologica. Rifiutiamo
pertanto con energia qualsiasi conato di
proselitismo. È prudente un'attitudine di
Scetticismo fino alla nostra Identità. Questa
misura psichiatrica (EDIOO EWLAA) è
profilatticamente conveniente. Nonostante tutto
vogliamo offrirvi il nostro contributo alla Pace
di questo Astro Freddo. Abbiamo culminato con due
leaderes di grandi nazioni con i quali abbiamo
avuto varie interviste, (la prima il 24 Febbraio
1989) presentando la nostra identità e la proposta
di 32 punti in due fasi. La prima è stata
fulminante e terminerà il 1 febbraio 1990.
Entrambi i mandatari hanno eseguito le loro
obbligazioni di liberare i popoli
oppressi. Popoli della Terra (OOYAAGA):
finalmente abbiamo compiuto la nostra promessa di
liberare la Terra della minaccia nucleare che
gravitava sopra il vostro Astro Freddo. La seconda
fase comincerà nella conferenza, pre-determinata a
smantellare le armi tattiche, di raggio medio
(Armi di "Teatro" RBM) così come i missili
balistici intercontinentali TCBM. Così si
impegnano a distruggere tutti i sistemi
Anti-missile ABM, e tutte le armi situate nelle
navi sottomarine SLBM. Si congeleranno i Programmi
chiamati in Occidente SDI. Avvisiamo un gruppo
ristretto in Germania nel Marzo 1989 si produrrà
la liberazione di tutti i Paesi dell'Est.
Contemporaneamente avvisiamo un ristretto gruppo
di Spagna, l'allarme Atomico giorni prima che
occorresse. Ugualmente ai nostri fedeli amici
d'Australia, molto prima ricevettero un comunicato
annunciandole il trionfo URSS-USA, ottenendo
l'unione tra l'Apollo 18 e la Soyuz 19. Tutti i
OEMII della Terra, interpretarono le nostre
lettere come provenienti da qualche gruppo segreto
degli USA. li 21 di Maggio 1966 una nave di
UMMO fu avvistata per la prima volta nelle
vicinanze dell'Isola di Andros USA a causa di un
malaugurato incidente (nel quale fu coinvolto un
OEMII di Terra, vittima della nostra UEUAA OEEMM
(Nave) che quasi morì. Abbiamo voluto testimoniare
la nostra presenza. Questa volta deliberatamente
nella Città Sovietica di Vorpnez il 27 di
Settembre 1989. Noi rilevammo l'anagramma del
Consiglio Generale di UMMO. Abbiamo dato alla
notizia la massima pubblicità, coincidendo con il
socialismo in libertà di molte
nazioni. Finalmente è stato assolto il dubbio
che tenevamo con la Terra, dopo vari anni di aver
abusato della sua generosità, mostrandoci la sua
cultura, e numerosi esponenti dei suoi sistemi
biologico, etnografico, meteorologico, e
stratigrafico-ecologico. Mai abbiamo preteso che
copino i nostri conoscimenti. Mettiamo come
testimoni i nostri cari amici, di Germania,
Canada, Australia, URSS, Spagna, Zimbabwe, Stati
Uniti, Olanda, Messico. Questi sono i paesi
dove ci sono gruppi di donne e uomini interessati
a studiare le nostre relazioni. Loro sono liberi
di identificarci o no come provenienti da UMMO.
Eccetto in un Paese dove tolleriamo molto
attenuamente certo proclama della nostra
esistenza, abbiamo proibito severamente tutta la
pubblicità espiando di interrompere radicalmente,
i nostri documenti. Nei paesi dove hanno
rifiorito ditte commerciali, tutelate da noi
(Assessoramento industriale e commerciale, apporto
dei mezzi economici necessari, proiezione delle
inverzioni). Sanno perfettamente che niente
abbiamo domandato in cambio. Alcuni EOMII umani
sentono poderosi dubbi circa la nostra generosità
tanto sospetta. Semplicemente assicuriamo il suo
silenzio. La produzione che abbiamo scelto è
tipificata da alta tecnologia (Semiconduttori
integrati, circuiti idromeccanici miniaturizzati,
Servomeccanismi...). Solo domandiamo SILENZIO,
e conservare i nostri rapporti. Che ragione esiste
per la nostra riserva tanto assoluta? Vogliamo
preservare OOYAAGA da qualsiasi destabilizzazione.
Per questo proibiamo severamente di abbracciare la
nostra cultura incluso il nostro sistema politico.
Qualsiasi prova di voi, identificandosi con la
nostra Teoria e dolorosamente produrremo tutta la
documentazione. Abbiamo sofferto profondamente
la morte di Andrei Sajarov. Nessuno come lui, ha
contribuito tanto sulla Terra alla lotta per la
pace. Per questo ci è dispiaciuto
straordinariamente che siano nate discussioni
sulla sua posizione che è stata segretamente
potenziata da noi. Voi vedete che questa accusa ci
favorisce. Però protestiamo energicamente. Non è
vero. Sajarov non ha avuto rapporti con noi. Non
conosceva la nostra esistenza. Inoltre
rifiutiamo l'accusa che avremmo utilizzato le
nostre minacce come le dissimo in Canada,
Australia e Spagna in una riunione semi-aperta,
sui capi di stato per obbligarli a terminare il
pericoloso e letale confronto tra le due nazioni.
Noi intervistammo e facemmo conoscere con prove
molto rigorose le mostravamo che le posizioni
differenti che propugnavamo, portavano l'umanità
di OOYAAGA alla morte. Uomini della Terra, in
Essen (Germania) vi convocheremo il 14 aprile 1990
per la quinta volta. Nemmeno noi assisteremo. Però
questa volta suffragheremo le spese di viaggio e
permanenza. Sotto sfratto segreto, vi faremo
conoscere tutto il piano tendente a preservare la
pace nella vostra Rete Sociale. Presiederanno
entrambi i rappresentanti degli uomini, Mijail
Gorvachov, e George Bush. Inoltre si leggerà un
documento estremamente importante. Segnaleremo con
controllo rigoroso chi
assisterà.
| |  Fin qui la lettera in questione. A
parte la suggestione di contenuti e riferimenti, quest'ultima
missiva non poteva non indurre Crosignani a confrontarsi con
chi, in Spagna, aveva ricevuto lo stesso materiale: Ignacio
Damaude Rojas-Marcos, appunto. Damaude - lo ricordiamo - si
era a suo tempo espresso in termini piuttosto critici e
scettici, considerando il fenomeno una "formidabile e
grossolana soverchieria puramente umana" frutto di una
misteriosa organizzazione fin troppo terrestre per finalità
ancora ignote. Quando Crosignani si confrontò con Darnaude
erano trascorsi ormai quattro anni dal momento in cui la
misteriosa lettera era pervenuta ai due. E nel frattempo era
venuto alla ribalta Jean-Pierre Petit e soprattutto Jordan
Pena, che si era autoaccusato di essere lui il "regista" e
l'autore della corrispondenza "ummita". Tutto chiaro, dunque?
Affatto. Nella lettera di risposta a Crosignani, infatti,
Damaude (in data 31 dicembre 1994) ringrazia per i dati
pervenuti, "molto interessanti e già registrati nell'UMMOCAT"
(un catalogo informatizzato delle comunicazioni ummite), e
sottolinea che "è assolutamente impossibile che Jordan Pena
sia l'autore delle informazioni", aggiungendo che un certo
gruppo di ufologi scetticisi pretenderebbe che ci si bevesse
tale inverosimile panzana. Una posizione ancor più
significativa se si considera chi la esprime. Ma non
solo. Il 30 novembre 1994, in un articolo apparso sulla
rivista "Gesto", lo scienziato francese Jean-Pierre Petit
aveva già precisato, infatti, che: "Gli Ummiti mantengono un
atteggiamento assai sconcertante verso di noi. Dal 1992
avevano tentato di stabilire un contatto diretto con me, che
malauguratamente è saltato per le indiscrezioni croniche della
rete dei corrispondenti spagnola. Allora essi misero in piedi
un'operazione di disinformazione assai naif attraverso un loro
contattato, Jordan Pena, che confessò di essere l'unico autore
di tutta questa manipolazione; un'affermazione evidentemente
ridicola, visto il livello scientifico delle informazioni, che
Pena pretendeva di aver trovato in libri di
fantascienza". Ma c'è di più. "Pena - sottolinea Petit -
confidò a Rafael Farriols, nella Pasqua del 1993, nel corso di
una conversazione telefonica di cui fu diretto testimone, che
erano stati gli Ummiti stessi che gli avevano chiesto di agire
così." "Gli Ummiti, dunque, desidererebbero che ci si
interessi a loro - conclude l'ingegnere del CNES - ma non
troppo: un passo avanti e quattro indietro...". Che dire?
Nel 1993 lo studioso italo-argentino Dante Minazzoli ci
confermò che una delle ultime lettere ummite, spedita da Cuba,
sottolineava che gli Ummiti si dicevano pentiti di averci
contattato, ammettevano di avere commesso molti errori con e
fra noi ed esprimevano l'intenzione di interrompere ogni
contatto e di fare ritorno al loro pianeta. A questa
affermazione fa riscontro il parere di Ignacio Darnaude
Rojas-Marcos: "lo credo che la questione di Ummo non sia
affatto finita, e ritengo piuttosto che continuerà più viva
che mai". Un'opinione tutt'altro che peregrina se si
considera la mole di materiale prodotto in oltre tre decenni
dalla questione, alla quale anche l'Italia non è
estranea. Com'è noto, nel 1994 il fisico italiano Tullio
Regge ha scritto che "l'affare Ummo fa parte del peggior
sciocchezzario UFO ma desta comunque preoccupazione per la sua
persistenza e per il dispendio di mezzi impiegati per
mantenerlo in vita". E in parte ha certo ragione. Ma liquidare
il tutto così è superficiale e pretestuoso. E anche senza
ravvisare collegamenti fra il famigerato CICAP di cui Regge fa
parte e il suo equivalente iberico ALTERNATIVA RACIONAL di cui
è collaboratore Jordan Pena ai fini di una possibile azione
concertata solo in apparenza tesa ad infrangere la questione
di Ummo, resta il fatto che tale azione è stata palesemente
usata come strumento in Spagna da Pena, fino al giorno prima
anch'egli destinatario delle missive ummite, per attaccare a
fondo l'ufologia e gli ufologi. È avvenuto con il suo articolo
"Umma: otro mito che hace crash" (in ALTERNATIVA RACIONAL n.
29/1993), la cui conclusione è che la montatura su Ummo
dimostrerebbe che l'intera ufologia è una forma di paranoia.
Come da sempre dice in pratica da oltre Atlantico il CSICOP,
casa-madre sia del CICAP che di ALTERNATIVA RACIONAL. Cosa
concludere, dunque? Poco e molto allo stesso tempo. Poco
perché il volto degli "Ummiti" (terrestri o originari del
Sistema di "Wolf 424" che siano) resta ancora celato dopo
oltre 30 anni; molto perché a tutt'oggi l'evidenza rivela che
la questione è fin troppo viva e reale: da decenni un gruppo
organizzato e dotato di conoscenze sofisticate e mezzi di
prim'ordine si manifesta da e in tutto il mondo con studiosi,
uomini di cultura, scienziati e ufologi, in un costante e
contraddittorio incontro-confronto. E che si tratti di "un
vasto e fuorviante progetto di intelligence", degli operatori
di un "test di lungo termine dalle occulte finalità" o
dell'azione di un gruppo "estraneo" e "infiltrato" teso a
stabilire "una forma di cauto contatto mirato caratterizzato
da forme di depistaggio mimetico" poco importa. Chi scrive sa
di altri che in Italia sono stati contattati dai presunti
"Ummiti" e che non vogliono che si sappia; fatto che amplia
così il quadro che ci siamo sforzati di delineare. E se si
comprende il contatto con personaggi più o meno noti o con
esponenti ufologici non necessariamente di spicco ma in grado
di interagire efficacemente con e nell'ambiente degli "addetti
ai lavori" del settore, assai meno si spiega il rapporto con
isolati. Sì, certo, una mistificazione pura e semplice
spiegherebbe tutto. Resta però il fatto che, in ogni caso,
Ummo non è soltanto una mistificazione. È un calice contenente
un cocktail in cui si avvertono i gusti più vari: quello della
CIA, della NSA, della RAND, del KGB, della ricerca
aerospaziale ed esobiologica e perfino della tradizione
religiosa ed esoterica: elementi che si riscontrano anche nel
fenomeno UFO, e non certo casualmente. Un argomento, dunque,
che resta aperto a dispetto delle generalizzazioni di
chicchessia. E se un giorno ne verremo a capo non sarà certo
per merito di ottusi scettici o di superficiali sputasentenze
che si illudono di sapere tutto a priori. L'opinione di Jean-Pierre
Petit![[Jean-Pierre Petit]](Ummo,Quale%20Conclusione,Roberto%20Pinotti_archivos/ummof24m.jpg) "È certo che l'esame
del dossier ummita mi ha orientato verso ricerche che
altrimenti non avrei mai affrontato. Nel campo della MHD
(magnetoidrodinamica) e della cosmologia ho ottenuto risultati
e proposto soluzioni tecniche che hanno trovato applicazione
pratica 15 anni dopo (sottomarini e navi MHD). Altre
soluzioni, già presentate in congressi internazionali,
troveranno applicazione in un futuro ormai prossimo (per
esempio, il volo ipersonico senza bang). Quanto alla
cosmologia ritengo di aver prodotto lavori di qualità in due
direzioni: quello della teoria gemellare dell'universo,
pubblicato nel 1977, e quello di un modello di genesi cosmica
(con tre articoli pubblicati fra il 1988 e il 1989) implicate
fra l'altro la variazione della velocità della luce nel tempo.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la lettura dei
testi ummiti." Petit afferma di veder male, come attori di
quei testi, degli scienziati o degli agenti di servizi
segreti. I primi ben difficilmente, a suo avviso, si sarebbero
"divertiti" per quasi tre decenni a portare avanti un gioco
del genere anziché sfruttare per proprio conto le idee
suggerite nelle lettere; e quanto ai servizi segreti, essi
avrebbero comunque dovuto ricorrere a degli scienziati di alto
livello, e ciò solo per diffondere testi in seno ad una
comunità (quella ufologica) assolutamente incapace di
utilizzarli. "Pertanto - continua Petit - la probabilità
che il dossier ummita sia di origine puramente terrestre
appare scarsa. In ogni modo ci sono due possibilità: o gli
autori dei testi sono veramente quello che dicono di essere,
cioè degli extraterrestri; oppure sono individui assolutamente
non identificati che stanno perpetrando un inganno su scala
planetaria. Quale che sia la verità ritengo lecito adottare la
prima soluzione come ipotesi di lavoro." Il simbolo di UMMO e i
giurisdavidiciscrisse nel 1975 il Sacerdote Capo della
Chiesa Giurisdavidica Leone Graziani in riferimento alle foto
di San José de Valderas, senza immaginare che ne sarebbe poi
stata poi dichiarata la falsità dal fisico francese
Poher: "L'oggetto luminoso aveva forma circolare e portava
vistosamente nella parte sottostante della carena, un segno
caratteristico. Abbiamo subito notato che questo distintivo è
il medesimo che portava in fronte il nostro fondatore David
Lazzaretti. Cioè l'emblema per la maturazione della scienza
terrestre, ricevuta in seno alla nostra Istituzione, da
assimilare per essere idonei a congiungersi al Centro
dell'Universo. Si compone di due 'C' contrapposte speculari,
cioè aperte verso l'esterno, con in mezzo la croce a lati
uguali, che significa la apertura della Terra nei suoi quattro
punti cardinali, aperti verso la conquista della Scienza
Universale. Già un'altra volta un avvenimento straordinario
compiuto da cento apparecchi extraterrestri sul cielo di Roma
ha richiamato l'attenzione". "Sabato 6 novembre 1954, verso
le 11 a.m., ero Wc nel quartiere Tuscolano quando vidi nel
cielo - continua Graziani citato nel resoconto del console
d'Italia Dr. Alberto Perego - alcuni dei famosi punti bianchi
che luccicavano nel sole. Intorno a me vi era una ventina di
operai dello stabilimento Neri di acque minerali. Alcuni
vedevano benissimo questi puntini. Dopo circa mezz'ora
calcolai che almeno una cinquantina di apparecchi dovevano
essere presenti nel cielo di Roma. Verso mezzogiorno vidi una
formazione perfetta a V di venti apparecchi, la più numerosa
vista fino a quel momento, procedere da oriente verso Ostia.
Quasi contemporaneamente, ne vidi un'altra identica procedere
in senso opposto. Fu questione di poche decine di secondi. Le
due squadriglie si incontrarono, si congiunsero ai vertici
delle grandi V e formarono una perfetta croce greca di
esattamente quaranta apparecchi (dieci per ciascun braccio).
La croce ruotò su sé stessa di tre quarti di giro
trasformandosi in una X. Poi le due squadriglie si
distaccarono formando ciascuna una C (il Perego dice
testualmente nella sua relazione 'una serpentina'; comunque il
disegno da lui fornito in merito alla manovra degli UFO da lui
osservati indica effettivamente per tali 'serpentine' una
forma a 'C'. N.d.A.) di venti apparecchi. Dopo alcune curve
nel cielo le due squadriglie scomparirono alla vista
portandosi a quota superiore. Tutta la manovra era durata,
complessivamente, circa tre minuti. La croce era stata
disegnata in direzione di Trastevere-Monte Mario e cioè nel
cielo sovrastante la Città del Vaticano". "Molti sulla
Terra - prosegue Graziani - si sono occupati e hanno cercato
di capire questo insolito carosello aereo. Ora tocca a noi
Giurisdavidici spiegarvi la ragione di questi interventi
extraterrestri. Essi vengono per aiutarci a uscire vittoriosi
in questa Era Apocalittica, sia da una guerra atomica che
devasterebbe la Terra e sia per illuminare l'umanità che tutte
le vecchie forme religiose sono ormai superate dalla Nuova
Scienza Giurisdavidica." Secondo i Giurisdavidici, la
manifestazione degli UFO su Roma il 6 novembre 1954,
constatata senza alcuna pubblicità da parte degli organi di
informazione solo da pochi altri testimoni (fra cui il
compianto Presidente del CUN, Giancarlo Barattini), si
giustificherebbe con la celebrazione nella capitale della
Cristianità, a 75 anni di distanza dalla fondazione della loro
Chiesa, della prima messa con rito giurisdavidico, svoltasi in
quella data alla presenza di fedeli e giornalisti in Via
Apuania n. 43. Un'interpretazione piuttosto forzata e di
parte.

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